Graduatorie interne, ecco a chi tocca cattedra oraria ex novo

Per stabilire chi deve occupare una cattedra oraria esterna con titolarità in una data scuola X, si devono fare, i primi giorni di settembre, le graduatorie interne di Istituto dei docenti, compresi coloro che beneficiano di precedenze, e stabilire chi è ultimo.

Come si calcola il punteggio della graduatoria di Istituto

È utile sapere che nell’anzianità di servizio calcolata per le graduatorie di Istituto di settembre della scuola X si tiene conto anche dell’anno scolastico appena finito il 31 agosto. Anche per quanto attiene la valutazione dei titoli, vengono considerati solo quelli posseduti entro la fine di agosto.

Si ricorda che per ogni figlio di età inferiore ai 6 anni, spettano punti 4, mentre tra i 6 e i 18 anni punti 3. Per quanto attiene il ricongiungimento al coniuge ovvero, nel caso di docenti senza coniuge o separati giudizialmente o consensualmente con atto omologato dal tribunale, per ricongiungimento ai genitori o ai figli, spettano 6 punti.

Il punteggio del suddetto ricongiungimento vale quando il familiare è residente nel comune di titolarità del docente, ma spetta anche nel caso in cui nel comune di ricongiungimento non vi siano istituzioni scolastiche richiedibili (Cioè che non comprendano l’insegnamento del richiedente) e lo stesso risulti viciniore alla sede di titolarità.

È utile sapere che le tabelle per calcolare il punteggio dell’anzianità del servizio dei docenti da inserire nelle graduatorie di Istituto, sono quelle della mobilità d’ufficio. Per ogni anno di servizio comunque prestato, successivamente alla decorrenza giuridica della nomina nel ruolo di appartenenza, sono concessi 6 punti. È importante ricordare che per la costituzione delle graduatorie interne d’Istituto il punteggio pre-ruolo viene dimezzato per i primi 4 anni e ridotto dei due terzi per ogni anno scolastico (valutabile ai fini della ricostruzione della carriera) successivo al quarto anno di pre-ruolo. Quindi al punteggio pre-ruolo saranno assegnati 3 punti per ogni anno, fino ad un massimo di 4 anni, successivamente al quarto anno verranno assegnati solo 2 punti.

Nella mobilità d’ufficio e quindi anche nelle graduatorie interne di Istituto in merito alla valutazione di un precedente servizio di ruolo, prestato in un ruolo diverso, si precisa che gli anni di servizio di ruolo prestati nella scuola dell’infanzia si valutano per intero (3 punti per ogni anno per tutti gli anni), nella scuola primaria (e viceversa), mentre si sommano al pre-ruolo e si valutano come pre-ruolo (3 punti per i primi quattro anni e 2 per i successivi), analogamente al ruolo della scuola primaria, nella scuola secondaria sia di primo che di secondo grado. Gli anni di un precedente servizio di ruolo prestato nella scuola secondaria di primo grado si valutano per intero (3 punti per ogni anno per tutti gli anni), nella scuola secondaria di secondo grado (e viceversa), mentre si sommano agli anni di pre-ruolo e si valutano come pre-ruolo (3 punti per i primi quattro anni e 2 per i successivi) se attualmente si è titolari nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia.

Ovviamente per la graduatoria interna della scuola X si tiene conto, ai sensi della nota 5 e 5 bis del CCNI mobilità, anche della continuità del servizio nella scuola e, per quanto riguarda la continuità precedente alla scuola X, su quella svolta nelle scuole del comune dove è ubicata la scuola X. Per la titolarità sulla scuola X sono 2 punti l’anno per il primo quinquennio e 3 punti per ogni anno successivo al quinto. La continuità sul comune, precedente al servizio della scuola di attuale titolarità, vale 1 punto per ogni anno.

Graduatoria di Istituto in settembre ci devono essere anche i beneficiari di precedenza

Siccome la graduatoria di Istituto fatta a inizio anno scolastico ha il solo lo scopo di individuare il titolare da destinare in cattedra oraria esterna, bisogna sapere che in tale graduatoria entrano anche i beneficiari di precedenza ai sensi dell’art.13 comma del CCNI mobilità del 11 aprile 2017.

I docenti senza precedenza che sono stati trasferiti nella scuola X a partire dal 1° settembre, saranno accodati alla graduatoria.

È molto importante specificare che il comma 7 dell’art.11 dell’ipotesi del CCNI sulla mobilità 2018/2019 stabilisce che, qualora, a seguito di contrazione di ore nell’organico di diritto, si costituisca ex novo una cattedra orario con completamento esterno da assegnare ad uno dei docenti già titolari nella scuola ed in servizio su cattedra interna nel corrente anno scolastico, tale assegnazione avrà carattere annuale e dovrà avvenire tenendo conto della graduatoria interna d’istituto aggiornata con i titoli posseduti al successivo 31 agosto tenendo conto delle successive disposizioni riferite ai titolari trasferiti dal successivo 1° settembre e con la precisazione di cui all’art. 13, comma 3, lett. c del suddetto contratto.

In riferimento a quanto previsto al precedente art. 11 comma 7, il diritto all’esclusione dei beneficiari delle precedenze di cui al comma 2 dalla graduatoria per l’attribuzione della cattedra orario esterna costituitasi ex novo, si applica esclusivamente per le cattedre orario esterne costituite tra scuole di comuni diversi.

Assunzioni, il Miur ne chiede al Mef 57mila: varranno anche le graduatorie del concorso abilitati 2018

Nella mattina del 17 luglio, i sindacati hanno appreso dai dirigenti ministeriali che lo stesso Miur ha inoltrato al ministero dell’Economia la richiesta di autorizzazione per 57.322 nomine in ruolo di personale docente.

13mila per il sostegno, gli Ata aspettano

Di queste, scrive in una nota la Uil Scuola, oltre 13.000 saranno sul sostegno.

Per il personale ATA e personale educativo bisognerà attendere l’esito dei movimenti.  Comunque, per questo personale l’amministrazione è orientata a coprire il turn over: sembra che si tratti, in tutto, di circa altre 10 mila assunzioni.

Dopo l’autorizzazione da parte del Mef ci sarà un incontro specifico per l’informativa sul contingente definitivo, diviso per ogni singola provincia.

Le istruzione operative

Durante l’incontro – continua la Uil Scuola – è stato approfondito anche il tema delle istruzioni operative a cui dovranno attenersi gli Uffici scolastici regionali (in particolare l’allegato A).

La novità per il 2018/19 riguarda lo scorrimento delle nuove graduatorie di merito del concorso regionale riservato al solo personale abilitato della scuola secondaria di secondo grado.

Nell’anno scolastico 2018/19 inizierà infatti lo scorrimento delle graduatorie del nuovo concorso.
Le immissioni in ruolo continueranno ad essere effettuate per il 50% dalle graduatorie ad esaurimento e per il 50% da concorso 2016. Laddove le graduatorie del concorso 2016 dovessero essere esaurite e le graduatorie definitive del nuovo concorso 2018 già pronte, si potrà assumere da queste ultime, sempre nel rispetto dell’aliquota del 50%.

Utili pure le graduatorie regionali del concorso abilitati 2018

Le graduatorie del nuovo concorso regionale valide, sempre del concorso per soli abilitati inseriti in seconda fascia d’istituto, da cui eventualmente attingere per le immissioni in ruolo, sono quelle pubblicate entro e non oltre il 31 agosto 2018. Di conseguenza, le procedure concorsuali che non saranno completate entro tale data, avranno validità dall’anno scolastico 2019/20.

Purtroppo, quest’ultima eventualità sarà quella più comune. In moltissime regioni, infatti, i colloqui per la formazione delle graduatorie regionali sono stati appena calendarizzati ed in diversi casi si svolgeranno solo in autunno.

Fonte: TecnicaDellaScuola.it

Da settembre meno cattedre al Sud, al Miur arrivano le proteste ufficiali

In linea con gli altri periodi a cavallo tra la fine e l’inizio del nuovo anno scolastico, i tagli degli organici al Sud – frutto della riduzione del tasso di natalità e quindi delle iscrizioni alle scuole – cominciano a produrre i primi “mal di pancia”.

Più posti in organico di diritto, ma non al Sud

A protestare non sono solo i sindacati, ma anche istituzioni locali. Il leitmotiv è sempre lo stesso: le scuole si ritrovano con meno docenti, quindi rivolgono ai comuni, alle province e alle regioni.

E queste, a loro volta, chiedono spiegazioni all’amministrazione scolastica: prima tentano con quella periferica, locale e regionale, ma quando i dirigenti di tali organismi spiegano che la decisione è giunta dall’alto, ovvero direttamente da Viale Trastevere, allora le richieste di spiegazioni arrivano direttamente al Miur.

Pressioni anche dai docenti meridionali

A fare pressioni alle istituzioni, inoltre, sono anche i tanti insegnanti meridionali assunti al Nord, molti dei quali attraverso l’algoritmo della Buona Scuola, che tentano, giustamente, in tutti i modi di avvicinarsi a casa. Ma il venire meno dei posti, sommato alla grande quantità di di richieste, riduce ulteriormente le possibilità che possano venire accolte.

Così, inizia il confronto, che a volte porta qualche risultato, ma laddove il ministero non voglia “cedere” – anche perché complessivamente da settembre ci saranno 3.530 cattedre in più in organico di diritto, quasi tutte concentrate tuttavia al Centro-Nord – il dialogo con gli enti locali si può trasformare in uno scontro.

La prima Regione a scrivere a Bussetti è la Campania

Quest’anno ad aver avviato l’iter è stata la Campania. Con una lettera del presidente della regione, Vincenzo De Luca, inviata al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti: nella missiva si segnalano alcune delle criticità che potrebbero verificarsi in Campania con l’apertura del prossimo anno scolastico 2018/2019.

In particolare – fa sapere la stessa Regione campana – nella lettera è stata sottolineato il rischio della riduzione delle cattedre nell’ambito del riparto nazionale, relativo sia all’organico ‘di diritto’ che a quello ‘di fatto’.

Il ministro Bussetti, ha risposto confermando che “in base a criteri ben ponderati” in Campania è prevista una riduzione di 321 posti, con una compensazione parziale di un incremento di 149 docenti presso l’istruzione professionale.

I motivi del disagio

La Regione, tuttavia, non si è detta soddisfatta delle spiegazioni. E ha contro-replicato che “a fronte del decremento di alunni in Campania è stato rappresentato al ministro di valutare la necessità di considerare l’attivazione del ‘tempo prolungato’ complementare all’iniziativa della Regione Campania che anche nel prossimo anno scolastico proseguirà con il progetto “Scuola Viva” (apertura fuori orario degli istituti scolastici nell’intero territorio regionale)”.

“L’esigenza primaria per la Campania – si legge ancora nella nota delle Regione – è di garantire il diritto allo studio considerando nei criteri anche l’importanza di non sguarnire la platea dei docenti impegnati nel loro fondamentale ruolo sociale e culturale”.

Le proteste si allargheranno

Per il governatore De Luca è “importante rilanciare le iniziative per non ridurre le cattedre, a cominciare dall’estensione del tempo pieno. Occorre proseguire in uno sforzo straordinario contro la dispersione scolastica, a cominciare da Scuola Viva.
Ma, è importante considerare nei criteri di riparto la condizione sociale reale, spesso drammatica nei nostri territori”.

Per il presidente della Regioni, quindi, la vicenda non è chiusa: nella sua battaglia per incrementare i posti “supporto anche dei gruppi parlamentari campani”. La nota riferisce, infine, che il ministro dell’Istruzione, illustrando i criteri che hanno portato al riparto, si è detto disponibile a ogni chiarimento”.

“Nei prossimi giorni – conclude la nota – ci saranno ulteriori contatti tra Regione e Ministero”. Dove, nel frattempo, arriveranno le istanze ufficiali, prodotte sempre da Regioni e non solo.

Fonte: tecnicadellascuola.it

Metodologie didattiche: dal Role Playing al Focus Group

La didattica si preoccupa essenzialmente di prospettare, allestire, gestire “ambienti di apprendimento,  vale a dire particolari contesti che vengono corredati di specifici dispositivi ritenuti atti a favorire processi acquisitivi. Le metodologie didattiche possono più o meno far leva sul ruolo attivo del docente, del discente, su altri sostegni esterni quali tutor, compagni, libri, supporti tecnologici.  Tra  le diverse metodologie attuabili, vogliamo evidenziarne due: la metodologia Role Playing e quella Focus Group.

Role Playing

La tecnica del role playing viene definita come un vero e proprio gioco di ruolo. I discenti si calano, come dei veri attori teatrali, in un altro personaggio, con un preciso ruolo, in una determinata situazione e in un particolare contesto. L’analisi di questi processi, condotta da un trainer esperto, soprattutto sotto il profilo comunicativo, emozionale e comportamentale porta il singolo ed il gruppo alla scoperta di alcuni aspetti del carattere personale celati nella quotidianità.

Focus Group

È una strategia didattica utilizzata per far riflettere un gruppo di partecipanti (massimo 15) su un determinato argomento che viene loro proposto. Il gruppo, posto in  cerchio o semicerchio, viene condotto da un trainer e incoraggiato ad esprimere liberamente il proprio punto di vista, senza però creare dibattito tra i partecipanti. Le opinioni che i singoli esprimono vengono registrate da due osservatori esterni che, successivamente, elaborano le informazioni emerse e le restituiscono in aula.